11 Mar

Multa per errata gestione dello smaltimento delle vecchie gomme? Può succedere!

Multa per errata gestione dello smaltimento delle vecchie gomme? Può succedere!

Con la nuova normativa ambientale introdotta lo scorso anno, è bene seguire alcuni accorgimenti nell’acquisto e sostituzione di pneumatici per evitare di inciampare in brutte sorprese, come spiegano da Ecopneus


Vedersi recapitare una multa per errata gestione dello smaltimento delle vecchie gomme? Può succedere, se non ci si rivolge alla filiera ufficiale e non si seguono i passaggi d’obbligo. Sembra impossibile, ma in seguito alla normativa ambientale introdotta la scorsa estate, oltre al gommista, potrebbe diventare corresponsabile del danno ambientale anche il soggetto che chiede la sostituzione dei pneumatici, ovvero il proprietario dell’auto, moto o scooter in questione. “Nell’estate del 2015 – spiegano da Ecopneus – è stata introdotta una normativa ambientale che ha esteso la cerchia delle persone che, per legge, possono essere ritenute responsabili per la gestione dei rifiuti: tale responsabilità non si riferisce più solo a coloro che hanno materialmente generato/prodotto un rifiuto, ma anche a coloro a cui sia ‘giuridicamente riferibile’ la produzione di un rifiuto”.

Come assicurarsi che i vecchi pneumatici vengano smaltiti correttamente e scongiurare il coinvolgimento in eventuali sanzioni? Innanzitutto è necessario “effettuare la sostituzione dei pneumatici presso un ‘gommista’ o officina debitamente autorizzata, facendosi rilasciare (e conservandolo) all’atto della sostituzione un documento fiscale per la vendita dei pneumatici di nuovo acquisto e per gli eventuali servizi annessi (fattura o ricevuta/scontrino fiscale), da cui risulti visibile l’avvenuto pagamento del contributo ambientale previsto dalla legge per la corretta gestione del pneumatico-rifiuto”, suggeriscono da Ecopneus, società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero dei pneumatici fuori uso.

Inoltre è buona norma “lasciare i pneumatici sostituiti e che non si intendono più utilizzare, solamente al gommista o officina presso i quali è stato effettuato il cambio dei pneumatici, accertandosi che essi operino nel rispetto degli obblighi di legge previsti dal D.M. 82/2011. Il gommista o l’officina hanno l’obbligo di prendere in carico gratuitamente il pneumatico sostituito e di gestirlo correttamente. Al contrario, la presa in carico e gestione di pneumatici-rifiuto dallo stesso conduttore del veicolo comporta oneri e responsabilità di legge, anche sanzionabili”, proseguono gli esperti.
E se si acquistano le gomme nuove in un negozio diverso dalle officine autorizzate, ad esempio su internet o in un megastore, “il contributo ambientale deve essere pagato all’atto dell’acquisto e deve risultare visibile nel relativo documento fiscale di vendita (fattura o ricevuta/scontrino fiscale). In questo caso, nel momento della successiva sostituzione del pneumatico, non si devono pagare ulteriori contributi ambientali di sorta per la corretta gestione del pneumatico. Il relativo documento fiscale del gommista o dell’officina, presso i quali è stato effettuato il cambio pneumatici, deve riportare solo i servizi ottenuti (sostituzione, equilibratura, verifica convergenza, ecc.)”, specificano da Ecopneus. Attenzione, quindi, a rispettare la normativa e l’ambiente. (s.b.)

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