29 Dic

Auto dell’Anno 2016 ecco le sette candidate

Auto dell’Anno 2016 ecco le sette candidate

Il titolo di Auto dell’Anno 2016 verrà assegnato alla vigilia dell’apertura del Salone di Ginevra il 29 febbraio, ma la giuria dei 58 rappresentanti di 22 Paesi ha reso noto le sette finaliste che si contenderanno il titolo.

Le grandi manovre per il premio più prestigioso d’Europa avevano preso il via con l’individuazione di una long-list a cui era seguita una scelta più ristretta di 35 candidate. Il regolamento da quest’anno non esclude più modelli venduti in meno di 5 continenti. Come è noto non sono i costruttori a iscrivere le loro vetture, ma è ka giuria a valutare quali modelli possono essere candidati.

Ecco dunque le sette finaliste in ordine rigorosamente alfabetico:
Audi A4
Bmw Serie 7
Jaguar XE
Mazda MX-5
Opel Astra
Skoda Superb
Volvo XC90

Nella classifica assoluta dei costruttori è in testa il Gruppo Fiat (oggi Fca) con 12 successi, seguito da Renault (6), Ford (5), Opel, Peugeot e Volkswagen (4), Citroen (3).

I prossimi appuntamenti della giuria sono a metà febbraio il test di guida di tutte le finaliste, mentre entro il 26 febbraio procederanno con la votazione finale. Quale sarà la regina del 2016 che succederà alla Volkswagen Passat è difficile: l’esito finale, infatti, sembra molto incerto, molti di più degli anni scorsi fanno sapere i sei rappresentanti italiani.

18 Dic

Dopo la rivoluzione societaria il gruppo Ferrari verrà quotato a Piazza Affari il prossimo 4 gennaio.

Dopo la rivoluzione societaria il gruppo Ferrari verrà quotato a Piazza Affari il prossimo 4 gennaio.

La scuderia di Maranello si separa dalla Fca. Agli azionisti della casa madre verrà assegnata un’azione Ferrari ogni dieci azioni Fca


 

Ferrari taglia il traguardo della quotazione. Dopo la rivoluzione societaria che ha visto la creazione della holding olandese, il gruppo corse e auto di lusso della Fiat verrà quotato a Piazza Affari il prossimo 4 gennaio. E contestualmente alla quotazione della controllata, il numero uno Sergio Marchionne ha parlato anche di un possibile ritorno di Alfa Romeo alle corse sportive. Il duplice annuncio ha affossato il titolo Fca che in Borsa è stato sospeso per eccesso di volatilità. “Ferrari Nv, Fiat chrysler automobiles e Fe New Nv annunciano che Borsa italiana ha approvato la quotazione delle azioni ordinarie di Ferrari sul mercato telematico azionario organizzato e gestito da Borsa italiana, subordinatamente alla pubblicazione del relativo prospetto informativo dopo l’autorizzazione delle competenti autorità di vigilanza”.

“Come già annunciato”, spiega la nota di Ferrari, “la quotazione delle azioni ordinarie di Ferrari sul Mta fa parte di una serie di operazioni volte a realizzare la separazione di Ferrari nv da Fiat chrysler automobiles Nv. E ad assegnare ai titolari di azioni ordinarie Fca azioni ordinarie Ferrari sulla base del rapporto di assegnazione di una azione ordinaria Ferrari ogni dieci azioni ordinarie Fca”. Si prevede che tali operazioni abbiano luogo tra il 31 dicembre 2015 ed il 3 gennaio 2016 e che le azioni Ferrari siano negoziate, subordinatamente al completamento della separazione, a partire dal 4 gennaio 2016.

Quanto ai possessori delle obbligazioni Fca a conversione obbligatoria, i sottoscrittori riceveranno 0,77369 azioni.

Ferrari ordinarie per ogni 100 dollari di obbligazioni in circolazione. “Fca consegnerà quindi un totale di 22.243.588 azioni Ferrari ordinarie in relazione ai 2,875 miliardi complessivi di obbligazioni a conversione obbligatoria in circolazione”, conclude la nota.

16 Dic

Pininfarina passa agli indiani di Mahindra

Pininfarina passa agli indiani di Mahindra

Operazione da 50 milioni, più 110 milioni di garanzie sui debiti. La società indiana acquisterà il pacchetto di controllo della famiglia, lancerà un’Opa sul mercato a 1,1 euro per azione e investirà 20 milioni in aumento di capitale. Il presidente Paolo Pininfarina: “E’ e resterà italiana”


Pininfarina scioglie i dubbi del mercato e annuncia il passaggio alla società indiana Mahindra. Si tratta di un’operazione da circa 50 milioni di euro di esborso, cui si sommano garanzie sui debiti per oltre 110 milioni di euro, che pone fine a un decennio di bilanci in sofferenza. Un periodo che aveva portato di fatto le banche a controllare l’azienda, fino a quando, nel 2009, è stato dato ufficialmente mandato a vendere.

La Pincar, la holding della famiglia che controlla il 76% di Pininfarina, ha firmato un accordo di investimento con gli indiani. Nel dettaglio, Mahindra & Mahindra e TechMahindra acquisteranno tutte le azioni ordinarie Pininfarina detenute da Pincar, per 1,10 euro per azione, per un totale di circa 25 milioni di euro; le azioni sono attualmente in pegno alle banche e saranno liberate da tale vincolo alla chiusura dell’accordo. Gli investitori lanceranno quindi un’offerta pubblica totalitaria sulle azioni ordinarie Pininfarina sul mercato, allo stesso prezzo di compravendita delle azioni detenute da Pincar, raggiungendo circa 30 milioni di operazione.

A quel punto scatterà l’aumento di capitale, per gli altri 20 milioni. “Oggi iniziamo a scrivere il prossimo capitolo della storia di Pininfarina. Siamo orgogliosi e felici di entrare a far parte del gruppo Mahindra”, ha commentato l’ad Silvio Pietro Angori. “Oggi è un giorno splendido, Pininfarina diventa più forte e più globale che mai”. Per il presidente e nipote del fondatore, Paolo Pininfarina, l’accordo con “un partner industriale solido e globale” permette di “rafforzare l’identità della società, che è e rimarrà italiana” mentre “i soldi non hanno passaporto”.

Il titolo era finito sotto il faro di investitori e di Borsa Italiana: l’azione, fin dalla mattinata, era stata congelata a Piazza Affari. Al ritorno agli scambi, è precipitata dai 4,2 euro di chiusura di venerdì scorso e ha perso un terzo del valore (-68%) chiudendo comunque sopra il prezzo dell’Opa (1,3 euro). La richiesta di chiarimenti da parte del mercato, sullo stato di queste trattative, si era resa necessaria nelle ultime giornate: Pininfarina ha vissuto ore tormentate, nelle sedute finali di settimana scorsa, sul timore che alla fine i colloqui con l’indiana Mahindra per la cessione della società non riuscissero ad andare in porto.

La bolla è esplosa quando, secondo indiscrezioni di stampa, è finita in liquidazione Pincar, la holding con la quale la famiglia Pininfarina controlla lo storico marchio del settore automotive. La decisione è stata presa dalla famiglia considerando le “incertezze connesse all’esito del negoziato in corso per la cessione della partecipazione detenuta in Pininfarina”, come scritto nel bilancio al 31 luglio 2015 della stessa Pincar. Una riga che ha messo in discussione il buon esito delle trattative per la cessione dell’azienda agli indiani. Fin da subito, però, la società ha ribattuto che “le trattative con Mahindra vanno avanti, come già precisato nella trimestrale approvata a novembre”. Oggi la conferma dell’esito dell’operazione, che segna la nuova espansione indiana dopo l’acquisto della sudcoreana Ssangyong e delle moto di Psa Peugeot Citroen: la ‘carrozzeria’ fondata nel 1930 e nota nel mondo per aver firmato gioielli di Alfa Romeo e Ferrari, tra le altre, entra nell’orbita indiana.

All’accordo partecipano attivamente anche le banche creditrici, che hanno siglato un’intesa per ristrutturare i debiti. Insieme, la società ha anche approvato un nuovo piano industriale. Sul primo fronte, alcune banche hanno concordato di incassare un pagamento a saldo dalla società e quindi stralciare il debito residuo; altre hanno riscadenziato i crediti e in entrambi i casi c’è la garanzia degli indiani da 114,5 milioni di euro, come riporta Bloomberg. L’indebitamento sarà ripagato dal 2017, mentre per quest’anno e il prossimo è previsto un periodo di grazia. Nel piano industriale, invece, si prevede che Pininfarina diventi “un fornitore di servizi di design e ingegneria d’eccellenza, che offre servizi di ingegneria in diversi settori: automotive, trasporti, aerospaziale, architettura e real estate, beni di consumo”.